Acquisti selettivi guardando ai trend del dopo Covid

  • Le politiche espansive delle banche centrali continuano a influenzare l’andamento degli indici e restano determinanti per l’asset allocation insieme con l’analisi del ciclo economico

  • I mercati mostrano particolare sensibilità alle notizie sull’evoluzione della pandemia ma sono più interessanti i cambiamenti strutturali prodotti dal Covid-19 che indicano temi di lungo periodo e opportunità immediate di acquisto

  • Una pausa nella crescita degli indici, iniziata in marzo, è probabile e nel mercato americano potrebbe essere pronunciata (20-30%), il che impone molta pazienza e disciplina nella decisione di reinvestire la cassa e decidere di cogliere nuove occasioni

  • L’imprevedibilità decisionale delle banche centrali suggerisce cautela prima di prendere posizioni sull’obbligazionario

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Azioni, cassa, metalli e valute sono oggi le principali componenti del nostro portafoglio. Il bilancio espansivo delle banche centrali continua a influenzare l’andamento degli indici azionari e obbligazionari. S’impone, per questo, come una delle determinanti dell’asset allocation insieme all’analisi del ciclo economico che resta la nostra primaria varabile di riferimento. Continuiamo, con cadenza settimanale, ad apportare piccoli aggiustamenti per sfruttare trend di medio periodo. I mercati continuano a essere molto sensibili a qualunque novità che riguardi la pandemia da Covid-19 ma riteniamo che questo sia un rumore di fondo. Puntiamo, infine, su special situations, una decina in tutto: idee, cioè, che abbiamo approfondito in modo particolare.

La nostra visione è che i cambiamenti strutturali indotti nel mondo dalla pandemia abbiano fatto emergere temi interessanti da seguire nel lungo periodo e opportunità da cogliere nell’immediato che spaziano dalle aziende impegnate nella trasformazione del proprio business model a industrie completamente nuove. È ormai evidente, per esempio, che solare ed eolico non saranno sufficienti per colmare la mancanza di energie da fonti fossili determinata dalle politiche ESG. Una riconsiderazione del nucleare è più che possibile e molte aziende di settori in crisi, come le turbine, potrebbero vivere una nuova fase di crescita. Un altro esempio è quello dei veicoli autonomi per uso privato e industriale che, prima o poi, rivoluzioneranno il mercato e il suo indotto, a cominciare dalle assicurazioni.

La nostra visione, nel breve e medio periodo, è che il mercato azionario prenderà una pausa di riflessione, tipica della fase di metà ciclo economico nel quale riteniamo di trovarci. Questa pausa potrebbe implicare uno storno particolarmente pronunciato data la repentina crescita registrata dagli indici da marzo 2020, specie se catalizzato da nuovi eventi esogeni come la variante Nu (Omicron) del Covid. Fatta questa premessa riteniamo che, in questo contesto, che il miglior hedge sia la cassa. La minaccia inflattiva, infatti, è in fase di ridimensionamento e altre forme di hedge sono molto costose. Shortiamo un indice generale, come S&P500 o Stoxx 50, solo se i nostri indicatori prevedono un andamento marcatamente negativo. Non abbiamo short specifici di settore. Lo storno di metà ciclo potrebbe essere del 20-30% nel mercato americano, il che impone molta pazienza e disciplina nella decisione di reinvestire la cassa e decidere di cogliere nuove occasioni.

Sul fronte obbligazionario, siamo estremamente cauti a prendere posizioni macro nell’obbligazionario. Motivo: le banche centrali dimostrano di cambiare tendenza più velocemente di quanto gli operatori pensino senza considerare le reazioni dei mercati. In una situazione normale (non condizionata, come l’attuale, dall’interventismo delle banche centrali), avremmo posizioni long su high yield guidata da eventi specifici dell’emittente. Considerando, tuttavia, i tanti quantitative easing in corso, non abbiamo posizioni corte nell’obbligazionario.

La nostra strategia di risk parity è stata molto influenzata dalle notizie sulla pandemia. Prima l’annuncio del vaccino e poi la diffusione della variabile Delta hanno influenzato notevolmente i risultati in termini relativi. Limitiamo la volatilità al 5% e bilanciamo il portafoglio per minimizzare la correlazione ai mercati. Questo implica un adeguamento settimanale di alcuni investimenti mentre per altri abbiamo intervalli che variano tra uno e sei mesi.