Che cosa ci attende nel secondo semestre

Siamo arrivati al giro di boa dell’anno, momento opportuno per una prima valutazione della performance e che cosa possiamo aspettarsi dal secondo semestre.

Simplify 02 ha iniziato l’anno con una componente azionaria ridotta (e orientata verso i titoli energetici) e una liquidità relativamente elevata. Ci sembrava evidente, alla fine del 2021, che le valutazioni azionarie avessero raggiunto livelli troppo elevati e che ci fossero prospettive concrete di un sensibile rialzo dell’inflazione. Avere liquidità ci permetteva di essere pronti a cogliere le opportunità future.

La strategia si è rivelata giusta: nella prima parte dell’anno, i titoli azionari e obbligazionari hanno subito perdite a due cifre mentre Simplify 02 ha registrato una performance assoluta positiva.

Si apre ora l’inizio del secondo semestre. Qui si seguito riportiamo i principali punti di attenzione e i nostri orientamenti di fondo che saremmo lieti di approfondire individualmente.

1. È ragionevole attendersi che l’economia degli Stati Uniti (principale riferimento, con quella cinese, per i mercati finanziari) si contragga per alcuni mesi esponendo lo S&P500 a un ulteriore ribasso del 15-20%. Per questo, al momento, preferiamo evitare un’esposizione allo S&P 500, pur riconoscendo la natura leader di molte delle società che lo compongono.

2. In Europa la situazione non è migliore, vista anche la prosecuzione della guerra in Ucraina. Ci aspettiamo un avvio alla soluzione del conflitto. In questo senso andrebbero lette l’offerta di le linee di credito dell’Unione Europea e altri segnali politici. La possibile composizione del conflitto aprirebbe la fase della ricostruzione con le relative opportunità d’investimento in alcuni settori. Bisognerà, per ora, stare alla finestra.

3. Diversi segnali (approfonditi nella newsletter di giugno) sembrano indicare che l’inflazione potrebbe essere arrivata al suo picco o almeno in fase di stabilizzazione. Siamo pertanto orientati ad aumentare la nostra esposizione alle obbligazioni di alta qualità, sia in dollari sia in euro.

4. L’oro e le miniere aurifere continuano a occupare un ruolo centrale nella nostra asset allocation anche se nei prossimi mesi non ci aspettiamo significativi mutamenti nelle quotazioni. Pensiamo mantenere le attuali posizioni e attendere le prossime evoluzioni dei tassi reali (uno dei principali driver delle quotazioni) prima di compiere nuovi interventi.

5. Rimane elevata la volatilità (VIX), di fatto la migliore tra le asset class dell’anno. L’estrema imprevedibilità della curva richiede, tuttavia, una buona dose di coraggio a chi voglia trarne vantaggio.

6. I titoli globali ad alto dividendo, come quelli del settore energetico e delle materie prime, restano i nostri preferiti, nonostante il ciclo economico avverso.

7. Infine, le obbligazioni. Dopo un inizio d’anno disastroso, il comparto potrebbe beneficiare di questo inusuale ciclo economico. In uno scenario che rimarrà volatile riteniamo appropriato limitare il rischio focalizzandoci sugli investment grade più che sugli high yield. In Italia, siamo orientati sul debito ibrido perché le condizioni di un rallentamento economico sono ragionevolmente prezzate. Conviene, inoltre, concentrarsi sul livello delle valutazioni più che prevedere il futuro tentando d’identificare il bottom del mercato (un buon risk management, come sostenuto altre volte, è preferibile alla previsione del futuro). La media della nostra selezione è 300 bps > BTP.

Sarà una seconda metà dell’anno difficile ma, per Simplify 02, anche ricca di opportunità. Non ci aspettiamo un atterraggio brusco dell’economia statunitense (il mercato del lavoro è molto forte) e potremo sfruttare la liquidità che abbiamo accantonato. Si tratta solo essere pazienti prima di riprendere un’attività a pieno ritmo.