Nonostante i rischi economici sottostanti, l’S&P 500 si è recentemente avvicinato ai massimi storici, spinto dall’ottimismo che ha seguito il nuovo orientamento della politica monetaria.
Le valutazioni storicamente elevate, soprattutto negli indici ad alto contenuto tecnologico, come il Nasdaq, consigliano prudenza.
L’euforia attuale potrebbe continuare, ma è lecito dubitare della sua sostenibilità, come suggerisce la performance altalenante del mercato azionario in occasione dei cicli di espansione monetaria del passato.
In questa newsletter analizziamo la situazione di oggi, le ragioni delle valutazioni elevate e il possibile impatto sul mercato azionario del previsto ciclo di riduzione dei tassi della Federal Reserve.
L’esuberanza è razionale, ma non troppo
Negli ultimi mesi, l’S&P 500 ha passato i massimi storici un numero di volte battuto solo dal 1928. I mercati azionari sembrano trovarsi in una posizione unica: i tassi d’interesse e la politica monetaria sono diventati più favorevoli, mentre i dati economici non sono ancora così negativi da suscitare timori di una recessione imminente. Gli investitori hanno accolto questo momento ideale spingendo i prezzi degli asset e portando l’S&P 500 a nuovi massimi storici. Gli operatori, tuttavia, dovrebbero ricordare che con valutazioni tanto elevate lo spazio per l’errore si riduce e il mercato potrebbe rivelarsi vulnerabile nel caso di sorprese negative sui dati economici o di shock geopolitici.
Il rendimento dell’S&P500 e’ in linea con quello del Treasury a 5 anni

L’insostenibile peso della tecnologia
La divergenza tra l’S&P 500 come calcolato tradizionalmente ovvero ponderato per la capitalizzazione delle società e l’S&P ponderato con pesi uguali per ogni società, evidenzia una tendenza chiave del mercato attuale. Le grandi aziende tecnologiche, guidate da nomi come Nvidia, hanno contribuito in modo sproporzionato ai guadagni del mercato. Nonostante un recente rallentamento nella crescita del titolo, Nvidia rappresenta da sola oltre un quinto della performance realizzata dall’S&P 500 da inizio anno. Questa forte dipendenza da un ristretto gruppo di giganti tecnologici solleva dubbi sulla sostenibilità del rally in corso.
L’hopes and dreams metric (che quantifica la parte del valore di mercato non basata sulle aspettative di utili a breve termine) evidenzia, inoltre, quanto le valutazioni siano diventate estreme. Il rapporto hopes and dreams dell’S&P 500 è attualmente al 99,7° percentile rispetto ai livelli storici dal 2005, indicando un mercato che prezza molto ottimismo per il futuro.
Che cosa emerge dai confronti storici
Nonostante il diffuso ottimismo sui possibili tagli dei tassi d’interesse della Federal Reserve, la storia insegna che i cicli espansivi non portano sempre a guadagni lineari del mercato. Se si guarda ai tagli dei tassi della Fed dal 1995, si nota che non c’è molta correlazione tra le valutazioni di Borsa all’inizio dei cicli e la successiva performance del mercato. Nel 1995, per esempio, l’S&P 500 salì del 10,8% nei sei mesi successivi al primo taglio, mentre nel 2001 scese dell’8,3%.
È anche importante notare, alla vigilia del nuovo ciclo espansivo, che le quotazioni di oggi sono più elevate di quelle che si registravano all’inizio di tutti i precedenti cicli. Questa evidenza dovrebbe mitigare le aspettative di forti rialzi del mercato, specialmente se l’economia statunitense entrasse in recessione, o se le previsioni di crescita dovessero deteriorarsi.
L’impatto delle condizioni finanziarie e il contesto globale
Oltre alle valutazioni azionarie, è fondamentale considerare le condizioni finanziarie più ampie. L’indice delle condizioni finanziarie di Goldman Sachs è tornato a livelli che si erano visti per l’ultima volta nell’aprile 2022, suggerendo che il mercato stia già prezzando condizioni più agevoli. Questo dato solleva anche una domanda: fino a che punto la Fed può abbassare i tassi senza gonfiare bolle speculative o compromettere la stabilità finanziaria?
Se spostiamo lo sguardo a livello internazionale, troviamo situazioni simili, con i mercati di molte economie sviluppate in fase euforica. Il Nasdaq 100, il Russell 2000 e l’Euro Stoxx 600 hanno tutti registrato nell’anno in corso un aumento degli hopes and dreams metric, il che riflette un alto livello di speculazione. La Cina rappresenta un’eccezione rara, con il mercato azionario gravato da difficoltà economiche significative e assenza fino a lunedi scorso di stimoli ad hoc, come segnala un valore hopes and dreams molto negativo.
Conclusione: bisogna prepararsi alla volatilità
La domanda chiave, alla luce di queste dinamiche, è se le attuali valutazioni del mercato azionario siano sostenibili. Sebbene la storia dimostri che i mercati possono continuare a crescere nelle prime fasi di un ciclo espansivo, diventano sempre piu sensibili a dati economici avversi e shock imprevisti.
Le aspettative ottimistiche stanno guidando i mercati verso l’alto, ma potrebbero non essere supportate dai fondamentali economici sottostanti, il che dovrebbe suggerire un atteggiamento guardingo.
Concentrarsi su settori meno esposti a valutazioni eccessive (come alcune azioni difensive o settori con prospettive di utili stabili) permetterebbe di affrontare con maggiore sicurezza la potenziale volatilità del mercato. Allo stesso modo, una diversificazione globale potrebbe mitigare i rischi associati a un’esposizione concentrata nel mercato statunitense, specialmente se la crescita in aree come la Cina dovesse riprendere.
Con l’avvicinarsi del ciclo espansivo della Federal Reserve, l’equilibrio tra ottimismo e realtà economica sarà messo alla prova e imporrà una revisione dell’esposizione al rischio.
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Cordiali saluti,
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Federico Polese
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